vi consiglio questo articolo del CdS:
Contrordine: il pc non aiuta a studiareEccone un estratto:
[...] una battuta di riflessione ci viene, però dagli Stati Uniti, dove il mese scorso il dipartimento dell’educazione ha terminato un ampio studio comparativo.
Ne è emerso che non esiste differenza alcuna nel profitto medio in matematica e in scrittura, tra gli studenti che frequentano scuole ben munite di portatili individuali e i loro coetanei che, invece, frequentano scuole del tutto prive di tali costose apparecchiature.
Non solo, ma emerge che una gran quantità di studenti, invece di prestare attenzione alle lezioni, trincerati dietro i loro schermi, giocano, si passano i compiti, si inviano messaggini o addirittura esplorano siti porno. Nello Stato di New York, il vasto distretto scolastico di Liverpool ha deciso di assottigliare progressivamente i fondi destinati all’informatica individuale nelle scuole, tornare alla lavagna, carta e matita, o all’unico computer di classe a grande schermo. Simili iniziative di progressiva «uscita» dai portatili individuali in classe sono già state decise da distretti scolastici in Virginia e in California.
Nelle università americane, dove il perenne «paper» scritto costituisce l’unico tipo di compito assegnato settimanalmente e poi l’unico tipo di esame di fine corso, la tentazione di copiare pezzi, o interi testi, dalle immense risorse disponibili in rete è tale che si moltiplicano i programmi specializzati nell’individuare i plagi. Non pochi colleghi americani esplicitamente e tassativamente proibiscono l’uso dei portatili durante le lezioni. Disposizioni giustamente drastiche contro il plagio vengono diffuse ogni semestre. [...]
Capperi: e pensare che ho appena spedito un progetto per ottenere i fondi per avere altri 20 portatili a disposizione dei “miei” studenti!!! Che faccio: ritiro il progetto?
NO! Come i cani, le tecnologie non sono cattive: sono loro padroni che…
Dopo l’articolo, dai un’occhiata al solito lucido commento di Gianni Marconato, di cui riporto solo la conclusione:
“La letteratura documenta chiaramente che quando le tecnologie sono usate sulla base delle precedentemente citate “condizioni”, il loro valore aggiunto è bene evidente.
Non mettiamo, per favore, sotto processo l’utilità didattica delle tecnologie, ma:
- lo sciocco entusiasmo per il potere benefico delle stesse,
- il loro uso incompetente ed inappropriato,
- la propaganda che i venditori di tecnologie da sempre fanno (vedi, ad esempio, la questione delle lavagne interattive),
- la carità pelosa, come ad un recente convegno la ha definita il ministro Fioroni, fatta dall’industria.
I risultati della citata indagine, li leggerei, quindi, come una conferma delle critiche, che da tante parti si levano, sugli usi impropri, inadeguati ed incompetenti delle tecnologie nella scuola.”

