Digital Divide – Gli indiani vanno in rete con la TV

In un quartiere della città di Chennai, India meridionale, Hema Malini, una ragazzina di 13 anni, accende la TV di casa sua e un curioso nuovo dispositivo elettronico denominato NetTV, collegato alla televisione e alla tastiera. In pochi secondi sullo schermo appare il logo di Windows e la tv si trasforma in un computer. Mentre mamma la guarda orgogliosa, Hema apre un’enciclopedia on line, controlla le sue mail e cerca su Google …”
(incipit di “Tutto Internet niente PC”, di J. Overdorf; l’Espresso – 15 febbraio 2007, p. 142)
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E noi ci dovremmo arrendere perché… Già: perché??!!

SCUOLA GUIDA – Fioroni: a scuola di web

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(AGI) – Roma, 5 feb. – Venti osservatori permanenti, un numero verde nazionale, un sito internet, una campagna nazionale di informazione e sensibilizzazione, sanzioni piu’ severe e percorsi di recupero. Sono molti i punti sui quali si articola la campagna nazionale del ministero dell’Istruzione contro la violenza a scuola. Si intitola “Smonta il bullo” ed e’ costata due milioni di euro…

…. Una task force di psicologi, insegnanti, genitori e personale del ministero si fara’ carico di fornire pareri e consigli. Parte poi il sito internet www.smontailbullo.it che sara’ punto di raccordo, raccolta e divulgazione delle informazioni utili provenienti dagli osservatori e dagli operatori del numero verde, nonche’ una vetrina per le azioni e le campagne promosse dalle singole scuole.

… Il ministero promuovera’ poi una serie di azioni tese ad educare gli studenti sul corretto utilizzo della rete internet e delle nuove tecnologie, soprattutto in relazione all’esigenza di far acquisire agli studenti il significato e il rispetto del diritto alla privacy propria e altrui. Niente affatto casuale, dunque, che nella presentazione del piano antibullismo il ministro Giuseppe Fioroni fosse affiancato dal garante della privacy, Francesco Pizzetti. …

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Chi? Dove? Come? Quando?

FOCUS 10: Il docente nostromo

Ovvero: come imparare/insegnare a nuotare fra flutti digitali.

Nel web c’è di tutto e di più. Usare Internet è facile. Usare bene Internet è difficile. La navigazione può diventare un’impresa frustrante e il naufragio è più probabile dell’approdo. Per questo il docente deve trasformarsi in abile nostromo e dimostrare ai suoi ragazzi che la navigazione – prima di essere spavalda e spregiudicata – deve essere finalizzata e consapevole.

Internet è la concretizzazione della dimensione onirica di Borges: l’illimitata biblioteca di Babele, l’immenso giardino dei sentieri che si biforcano all’infinito, un’eterna infilata di specchi deformanti. è il “diluvio universale delle informazioni” (R. Ascott). Un diluvio che non si placherà mai e che continuerà ad alimentare un oceano perennemente instabile.

Ai nostri figli, ai nostri studenti “dovremo insegnare a nuotare, a stare a galla, forse a navigare” (P. Lévy).

Un buon insegnante deve dunque diventare un bravo nostromo. Deve sapersi procurare gli indirizzi web da digitare correttamente nell’apposito spazio dei browser. Deve sapersi destreggiare fra gli indici tematici di Yahoo e le keyword di Google. E, in attesa del web semantico promessoci dall’inventore del web (Tim Barnes-Lee, L’architettura del nuovo web, Feltrinelli) un buon insegnante deve aiutare gli alunni a non affogare sotto i flutti di saperi sbriciolati e a riallacciare i fili di questa colossale matassa cognitiva (F. Frabboni).

Perché il primo e più importante motore di ricerca è l’insegnante stesso.

Per i nostri alunni, dobbiamo essere noi Virgilio (o, al limite, Beatrice!). E se non abbiamo abbastanza competenze dell’oltretomba virtuale, continuiamo pure a fare gli scout del mondo reale. Soprattutto a certi livelli, un’indicazione precisa per andare a reperire informazioni sull’eroe del paese presso la Biblioteca Comunale è più intelligente e potenzialmente assai meno dannosa che indirizzare il ragazzo nei vischiosi meandri del cyberspazio senza fornirgli le opportune coordinate spazio-culturali.

Se invece vogliamo diventare delle cyberguide, non ci resta che studiare e allenarci. E magari cominciare a navigare sotto costa, al riparo di portali generosi.

Ed ogni docente, nel suo sito (portale) di riferimento, dovrebbe creare – o contribuire a svilupparsi – una selezione di siti ad alto valore didattico. Siti ricchi, attendibili, didatticamente utili, consigliati e sperimentati dai membri della community.

Un modo illuminato per difendere e diffondere l’idea di una ricerca critica e consapevole. Perché “non è dal volume di dati di cui l’uomo dispone che un’epoca deve trarre un sentimento immeritato di superiorità, ma dalla misura in cui l’uomo sa plasmare e padroneggiare le informazioni che possiede” (Goethe).