Digital Divide – Gli indiani vanno in rete con la TV

16 02 2007

In un quartiere della città di Chennai, India meridionale, Hema Malini, una ragazzina di 13 anni, accende la TV di casa sua e un curioso nuovo dispositivo elettronico denominato NetTV, collegato alla televisione e alla tastiera. In pochi secondi sullo schermo appare il logo di Windows e la tv si trasforma in un computer. Mentre mamma la guarda orgogliosa, Hema apre un’enciclopedia on line, controlla le sue mail e cerca su Google …”
(incipit di “Tutto Internet niente PC”, di J. Overdorf; l’Espresso – 15 febbraio 2007, p. 142)
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E noi ci dovremmo arrendere perché… Già: perché??!!





SCUOLA GUIDA – Fioroni: a scuola di web

15 02 2007

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(AGI) – Roma, 5 feb. – Venti osservatori permanenti, un numero verde nazionale, un sito internet, una campagna nazionale di informazione e sensibilizzazione, sanzioni piu’ severe e percorsi di recupero. Sono molti i punti sui quali si articola la campagna nazionale del ministero dell’Istruzione contro la violenza a scuola. Si intitola “Smonta il bullo” ed e’ costata due milioni di euro…

…. Una task force di psicologi, insegnanti, genitori e personale del ministero si fara’ carico di fornire pareri e consigli. Parte poi il sito internet www.smontailbullo.it che sara’ punto di raccordo, raccolta e divulgazione delle informazioni utili provenienti dagli osservatori e dagli operatori del numero verde, nonche’ una vetrina per le azioni e le campagne promosse dalle singole scuole.

… Il ministero promuovera’ poi una serie di azioni tese ad educare gli studenti sul corretto utilizzo della rete internet e delle nuove tecnologie, soprattutto in relazione all’esigenza di far acquisire agli studenti il significato e il rispetto del diritto alla privacy propria e altrui. Niente affatto casuale, dunque, che nella presentazione del piano antibullismo il ministro Giuseppe Fioroni fosse affiancato dal garante della privacy, Francesco Pizzetti. …

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Chi? Dove? Come? Quando?





FOCUS 10: Il docente nostromo

31 01 2007

Ovvero: come imparare/insegnare a nuotare fra flutti digitali.

Nel web c’è di tutto e di più. Usare Internet è facile. Usare bene Internet è difficile. La navigazione può diventare un’impresa frustrante e il naufragio è più probabile dell’approdo. Per questo il docente deve trasformarsi in abile nostromo e dimostrare ai suoi ragazzi che la navigazione – prima di essere spavalda e spregiudicata – deve essere finalizzata e consapevole.

Internet è la concretizzazione della dimensione onirica di Borges: l’illimitata biblioteca di Babele, l’immenso giardino dei sentieri che si biforcano all’infinito, un’eterna infilata di specchi deformanti. è il “diluvio universale delle informazioni” (R. Ascott). Un diluvio che non si placherà mai e che continuerà ad alimentare un oceano perennemente instabile.

Ai nostri figli, ai nostri studenti “dovremo insegnare a nuotare, a stare a galla, forse a navigare” (P. Lévy).

Un buon insegnante deve dunque diventare un bravo nostromo. Deve sapersi procurare gli indirizzi web da digitare correttamente nell’apposito spazio dei browser. Deve sapersi destreggiare fra gli indici tematici di Yahoo e le keyword di Google. E, in attesa del web semantico promessoci dall’inventore del web (Tim Barnes-Lee, L’architettura del nuovo web, Feltrinelli) un buon insegnante deve aiutare gli alunni a non affogare sotto i flutti di saperi sbriciolati e a riallacciare i fili di questa colossale matassa cognitiva (F. Frabboni).

Perché il primo e più importante motore di ricerca è l’insegnante stesso.

Per i nostri alunni, dobbiamo essere noi Virgilio (o, al limite, Beatrice!). E se non abbiamo abbastanza competenze dell’oltretomba virtuale, continuiamo pure a fare gli scout del mondo reale. Soprattutto a certi livelli, un’indicazione precisa per andare a reperire informazioni sull’eroe del paese presso la Biblioteca Comunale è più intelligente e potenzialmente assai meno dannosa che indirizzare il ragazzo nei vischiosi meandri del cyberspazio senza fornirgli le opportune coordinate spazio-culturali.

Se invece vogliamo diventare delle cyberguide, non ci resta che studiare e allenarci. E magari cominciare a navigare sotto costa, al riparo di portali generosi.

Ed ogni docente, nel suo sito (portale) di riferimento, dovrebbe creare – o contribuire a svilupparsi – una selezione di siti ad alto valore didattico. Siti ricchi, attendibili, didatticamente utili, consigliati e sperimentati dai membri della community.

Un modo illuminato per difendere e diffondere l’idea di una ricerca critica e consapevole. Perché “non è dal volume di dati di cui l’uomo dispone che un’epoca deve trarre un sentimento immeritato di superiorità, ma dalla misura in cui l’uomo sa plasmare e padroneggiare le informazioni che possiede” (Goethe).