So che vi siete già pentiti di avermi portato con i vostri commenti sul mio specifico terreno di alchimista delle parole (in fin dei conti, sono pur sempre un profio di italiano – e quindi di analisi logica -), ma ormai il dado è tratto… Ed allora adempio alla promessa di un post sulla scrittura attuale. Lo faccio – confesso – rispolverando solo un poco un vecchio articolo scritto un po’ di tempo fa…
Tornando al tormentone: Se l’analisi logica non è fine a se stessa, è “fine alla” scrittura. E scrivere, oggi è…
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Scrivere nell’epoca del web
Nonostante le tante cassandre che predicavano il killeraggio del testo scritto da parte di tv, videogiochi & affini, l’arte dello scrivere è sempre più viva. Per molti aspetti, anzi, l’universo digitale ha rilanciato l’amore per la scrittura come testimoniano il successo della posta elettronica, dei forum, dei blog e di tanti siti che hanno riscoperto l’importanza dei contenuti.
Ho ammirato e ammiro i veri maghi del design e dell’animazione, il cui spessore culturale di solito è di assoluto rispetto. Il problema è che il web è stato troppe volte infestato da apprendisti stregoni, dai dilettanti di Photoshop e di Flash convinti di partorire capolavori facendo piroettare qualche palla colorata nella home del sito. Poi ci si è finalmente accorti che la cultura non è un optional. Che pagine belle ma vuote, che filmati rutilanti ma fini a se stessi, che testi ammiccanti ma dalla sintassi approssimativa conducono sempre e comunque ad un cul de sac comunicativo.
Insomma: una pagina (web, ma anche cartacea…) , per essere un buona pagina, deve avere buoni contenuti. E in attesa della definitiva diffusione della banda larga che renderà immediati e fluidi i contenuti multimediali, anche nel web lo strumento di comunicazione ancora più usato, economico ed efficace è certamente la cara e vecchia parola. Pure nel rutilante mondo di Internet occorre saper scrivere. E scrivere bene. E per scrivere bene bisogna avere qualcosa di intelligente, di interessante, di seducente da dire.
Devono essere i depositari della cultura umanistica (quelli che hanno passato anni a leggere Proust, Musil, Kafka, Baudelaire, Benjamin, Leopardi, Svevo…) e gli esperti della poetica e della retorica (quelli che hanno messo in pratica i suggerimenti di Tasso, Barthes, Chatman, Propp, Genette, Calvino…) ad appropriarsi criticamente dei nuovi strumenti mediatici (con le relative nuove poetiche e retoriche) e a guidare l’immediato futuro della comunicazione digitale.
Va da sé che parlo di “contenuto” solo per comodità comunicativa: non esiste contenuto senza forma e ogni forma è comunque anche contenuto. Così, quando parlo di scrittura – e non solo di quella per Internet – sono consapevole che non esiste una scrittura pura: la scrittura è felicemente contaminata nella sua potenzialità comunicativa dal colore del testo e dello sfondo, dalla scelta tipografica dei caratteri, dalla sua collocazione nello spazio…
La parola è anche immagine e la scrittura è anche pittura e disegno. Il computer ed Internet hanno solo accentuato questo connubio fa forma e contenuto, fra testo e multimedialità.
Calvino non aveva conosciuto Internet, ma forse l’aveva immaginata. Egli parlava di letteratura, ma anche di valori che dovrebbero informare “non soltanto l’attività degli scrittori, ma ogni gesto della nostra troppo sciatta, svagata esistenza”. Leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità e molteplicità sono i valori della letteratura di ogni tempo, che Calvino suggerisce di portare nel nuovo millennio. E queste cinque parole esprimono anche i valori chiave di Internet. Chi scrive, oggi, deve preoccuparsi della…
- leggerezza delle immagini;
- leggerezza dei paragrafi (scrivere bene non è tanto mettere, ma togliere il superfluo: tagliare, eliminare, alleggerire…);
- leggerezza delle parole (uso di parole corte e di microcontent – titoli, link… – significativi);
- rapidità di visione (pochi clic per arrivare all’informazione essenziale);
- rapidità di ritmo (uso strategico dei verbi e della punteggiatura);
- rapidità d’informazione (andare subito al punto con titoli, sottotitoli, abstract…;
- esattezza del linguaggio (correggere ogni frase tante volte quanto è necessario…);
- esattezza di forma (la correttezza non è formalismo, è qualità…);
- esattezza d’informazione (accuratezza, brevità, chiarezza…);
- visibilità della scrittura (nel web non si legge: si esplora).
Le parole sposano gli spazi, le forme, i colori. Le parole scorrono in una riga come nella vetrina di un negozio, diventano immagini, e con il movimento cambiano tono, espressione, a volte anche significato.
Lo scrittore nell’epoca del web, infine, deve assorbire fino in fondo l’ultimo prezioso suggerimento di Calvino: la capacità di ordire una molteplicità.
Una molteplicità di percorsi, intanto. Una molteplicità che è l’essenza stessa della rete. La rete è un gigantesco labirinto costituito da innumerevoli ipertesti. La rete è il Giardino dei sentieri che si biforcano di Borges. La rete è l’iperomanzo di Musil, Perec, Calvino…
Senza dimenticare che la rete richiede una molteplicità di stili (magari secondo le eterne lezioni di Queneau…) ed impone una molteplicità di relazioni.
L’interazione è un altro dei valori centrali del web. Scrivere sul web significa aprire uno spazio per condividere interessi con varie persone in modo attivo, anche scambiando il ruolo di lettore e di scrittore. Scrivere per il web è un nuovo modo di fare comunità.