Scuola e prosciutto

22 04 2007

Il figlio di un mio amico frequenta il primo anno del liceo di Alice’s School. Si trova bene. Compagni simpatici. Buoni insegnanti. Belle ragazze. Bar fornito.
L’altro giorno suo padre gli chiede come mai non aprisse un libro.
- Tanto domani non ho un bip, gli risponde.
- Come non hai niente, insiste il padre, ma se hai 5 ore…
- Ho due ore di ginnastica, un’ora di religione…
- Hai anche latino e fisica
- Sì, ma tanto interrogano e io sono già stato interrogato… Mi porterò qualche Manga per non rompermi troppo!

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Quando mia madre mi mandava a comperare il prosciutto dal droghiere mi metteva sempre sull’avviso: “Stai attento – diceva in veneto – che quello ti frega: se paghi un etto di affettato, devi mangiarne un etto!”

I clienti della scuola, invece, si fanno fregare quotidianamente. Pagano un’ora di attività didattica e ne ricevono…

Alla fine del quadrimestre, ad esempio, si moltiplicano a dismisura i riti delle interrogazioni. E le ore passano con l’insegnante in cattedra circondato da 2 o 3 vittime che balbettano qualche trita formuletta imparata più o meno a memoria.

E tutti gli altri ragazzi?

Chi sbadiglia, chi si fa dei viaggi sulla più caruccia della classe, chi codifica kilometrate di SMS, chi incide graffiti sul diario (o sul banco, o sul muro, o…), chi gioca a tris (o a battaglia navale, o col game del cellulare, o…), chi se ne va in bagno, chi secchia per l’interrogazione dell’ora dopo, chi copia i compiti dalla vicina secchiona, chi…

I più sfortunati – quelli che ancora devono essere interrogati – cercano di clonare le risposte dei compagni torturati in vista delle prossime interrogazioni.

Ore e ore e ore in balia dell’idiozia istituzionale.

Cui prodest?





Alice’s School: 8 marzo.

8 03 2007

Nella sua scuola Alice continua la battaglia contro i luoghi comuni. Non festeggia il compleanno, ma il non compleanno. Non festeggia San Valentino, ma il non sanvalentino. Non festeggia l’8 marzo, ma…

Nella scuola di Alice, veleggia sempre più stanco un vecchio prof di italiano.
Non regala più mimose. Da anni.
Il vecchio prof non capisce.
Non era la festa per l’emancipazione della donna?
Non è già abbastanza emancipata, la donna, da noi?
Il vecchio prof. non capisce.

Proprio oggi, deambulando per l’uggiosa città fra un lavoro e l’altro, il vecchio prof. sente alla radio che le donne sono più brave degli uomini; che le ragazze a scuola sono più intelligenti dei ragazzi; che le donne manager sono più in gamba dei manager maschi; che le donne hanno più senso pratico degli uomini; che se comandassero le donne non ci sarebbero guerre; che…

Il vecchio prof. non capisce.

Vive da anni in un ambiente dominato da donne.
Assiste da anni a consigli di classe dominati da donne.
Assiste da anni a collegi docenti dominati da donne.
Assiste da anni a consigli di istituto dominati da donne.

Sarà per questo che la scuola italiana funziona così bene.

Buon 9 marzo.





Alice’s School: striscia l’intervallo

6 03 2007

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Ecco la storia di Stefy (commento al post “Il ragazzo frammentato“):

Mio figlio di 5 elem. ieri mi ha raccontato tutto felice che a scuola fanno un nuovo gioco il TELEGIORNALE: ognuno prende nota di 2 o 3 notizie del TG, le appunta su un taccuino poi in classe fanno una simulazione (credo tipo Striscia), uno legge le notizie, una fa la musichetta, una balla, uno fa l’inviato, e altri si fanno intervistare.

Sottolinea “con le notizie vere mamma”.

Rispondo: “Che bello!! E con che maestra fate questa interessante attività”

“Con nessuna, mamma: spostiamo i banchi a ricreazione e lo facciamo noi”.

Morale: i bambini troveranno sempre, da soli la via … giusta?

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