Temo che la scuola italiana sia ancora quella scolpita nel mio post precedente: l’imperturbabile regno di vestali e sacerdoti della parola che perpetuano il rito dello stilo e della tavoletta d’argilla. E lo resterà per qualche lustro.
Un grande plauso, dunque a quelle esimie avanguardie di illuminati missionari che provano caparbiamente a dissodare questo agro terreno con cadenzate ondate di messianiche proposte.
C’è chi confida nelle poetiche promesse dei social software, e c’è chi predica le taumaturgiche virtù delle lavagne interattive.

Quest’ultima crociata mi pare particolarmente attiva.
Da mesi ricevo regolari visite – in qualità di responsabile informatico del mio liceo – di avvenenti signorine che magnificano le doti sociopsicopedagogiche di questi schermi intelligenti.
Di recente, poi, ho avuto la ventura di lavorare un poco nella ricca – di cultura e competenza – provincia autonoma di Trento e di vedere coi miei occhi la generosa profusione di smart board in ogni scuola.
Lo stesso pare accada quotidianamente nell’altrettanto giovanile provincia di Bologna. Come sembra sottolineare Scuola 8.0 (VIII Rassegna biennale sulle tecnologie didattiche) dedicata appunto alle Lavagne Interattive Multimediali.
L’iniziativa – prromossa dalla Direzione Scolastica Regionale dell’Emilia-Romagna, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale di Bologna – pare proprio puntare molto sulla diffusione di questa relativamente nuova tecnologia:
“La Lavagna Interattiva Multimediale è un grande schermo bianco che, grazie a specifici software, è sensibile al tatto (come i monitor touch screen) sul quale un videoproiettore proietta l’immagine del PC (portatile o fisso) possibilmente collegato a Internet. Con il tocco di un dito/penna – che equivale al clic del mouse – si attivano icone-funzioni per scrivere, selezionare, disegnare, aprire documenti, eseguire giochi didattici, simulazioni, test di valutazione, collegarsi ad Internet, cioè per eseguire tutto ciò che è possibile da PC. In pratica si unisce la potenzialità dei software che già si utilizzano al software della Lavagna.
L’utilizzo delle Lavagne Interattive Multimediali, molto intenso in altri Paesi europei, negli USA e in Canada, si è avviato in Italia da poco tempo, soltanto in alcune aree del Paese, e assume ancora un carattere sperimentale.
Le potenzialità delle lavagne possono consentire una vera e propria rivoluzione nella didattica, rappresentando l’evoluzione del rapporto scuola e tecnologie fino ad ora centrato sull’uso del PC.
La Rassegna si propone di verificare e confrontare fra scuole italiane, europee e americane e fra esperti il “valore aggiunto” a sostegno della lezione frontale, dell’attività didattica in particolare in relazione:
- alla migliore qualità della comunicazione dei contenuti disciplinari e al relativo incremento della motivazione degli studenti;
- all’interattività strumentale che favorisce l’efficienza mediante l’ottimizzazione di risorse come il riutilizzo e la trasferibilità del materiale didattico e l’integrazione di tecnologie già da tempo disponibili nelle nostre scuole;
- all’interattività relazionale che favorisce il lavoro cooperativo in aula.
Una prima valutazione delle esperienze del nostro territorio conferma la validità del nuovo approccio didattico e la sua capacità di rapportarsi all’interesse dei ragazzi di oggi, sempre più proiettati verso l’uso delle tecnologie informatiche.”
Che facciamo? Ci uniamo a questa nuova crociata (che promette una nuova vera e propria rivoluzione nella didattica)?
Ottimo. Avremo presto insegnanti che non potranno far altro che ammettere il loro elevato livello di stress, non potendo dare più la colpa all’allergia provocata dalla famelica polvere di gesso.
La lavagna digitale può servire agli allievi per prolungare lo stato di ipnosi da monitor anche durante le lezioni e non dover più sporcarsi le mani di volgare gesso se dovessero mai essere chiamati alla lavagna ad esporre il loro sapere.
(già considerano out lavorare l’argilla…perchè non possono fare riferimento a nessuna libreria se non quella mentale, in più l’onta di ritrovarsi sporchi e impolverati).
Domanda al Prof. Agati che dall’alto della sua esperienza saprà sicuramente illuminare la via: Se un prof. dichiara che il 80% della totalità dei suoi allievi è insufficiente, senza mettere in discussione le sue strategie didattiche…come lo si può classificare? Lo si premia mettendolo ad insegnare ad un corso speciale abilitante??? eeeeh?!
Rapace
Carina l’osservazione sulle allergie professionali, che si adatta non solo alla polvere del gesso…
Nello studio di caso proposto nella seconda parte del tuo commento, infatti, ci troviamo palesemente di fronte ad un docente ALLERGICO agli studenti…
I motivi che spingono poi il “sistema” ad incaricare docenti allergici agli studenti di formare altri docenti ad essere potenzialmente allergici agli studenti…
… non lo so.
buona vita.
Quella della rivoluzione associata alle lavagne interattive (LI)mi pare l’ennesima cazzata che circola grazie al sostegno di chi le produce.
Certo, la LI può avere una sua utilità, ma presentarla come ciò che cambierà la scuola, mi pare un tentativo di circonvenzione di incapace.
Conto sul fatto che gli insegnanti italiani non sono degli “incapaci”.
Ci vuole ben altro per migliorare la scuola …..
Vorrei avere la fiducia di Gianni rispetto agli “anticorpi” della scuola verso le (finte) innovazioni.
Purtroppo temo sia vero il contrario:
è ben noto come le scuole siano strapiene di ogni sorta di marchingegno, tecnologie “didattiche” di ogni tipo: videocassette e ancora prima nastri audio di tutte le fogge, televisori appesi sopra le cattedre con impianti a circuito chiuso, macchinari improbabili e via dicendo…
Nel caso specifico, le LI sono connesse ad un altro simpatico progetto: DiGi Scuola. Indipendentemente dalla validità dell’iniziativa e dei contenuti (comunque tutti da verificare…), sinceramente mi colpisce il primo link in alto a destra: “Mercato elettronico”.
Ma stiamo parlando di e-learning o e-commerce? O ormai è la stessa cosa?
Per chi ne avesse voglia, ecco un bel commento alla bella iniziativa.
Carissimo Antonio: ho anch’io i tuoi dubbi (sia sul e-commerce che sull’autonomia critica degli insegnanti), come credo li abbia Gianni; comunque ho lasciato un commento più articolato al tuo “bel commento” (solo che non compare immediatamente: deve essere validato da qualche redattore?). Buona Vita.