Il ragazzo frammentato?

1 03 2007

Questa mattina, in seconda i, abbiamo continuato a lavorare – con la collega di Scienze Sociali, in comprersenza – sul tema di come le nuove tecnologie stanno trasformando mente e corpo delle persone. Le ragazze (sì: sono tutte femmine!) avevano già letto vari interventi in proposito ed erano già intervenute sia sul boom dei social network, sia sulla “generazione sisomo” e sull’autismo digitale in alcuni forum specifici (noi usiamo abitualmente Moodle).
Per attualizzare ulteriormente la ricerca, abbiamo sottoposto alla loro riflessione – sempre tramite Moodle – questo scampolo di una mia pseudoriflessione di qualche mese fa:

Per un po’ di anni, noi neofiti delle TIC, figli devoti del pensiero tecnologicamente corretto, abbiamo tentato di contrapporre alla ipercalorica passività dei teledipendenti, la salvifica interattività dei pionieri digitali. Salvo poi arrenderci all’evidenza che il computer di per sé non genera per forza adepti della riflessione speculativa, del pensiero critico e della scrittura consapevole. Basta osservare per qualche ora il comportamento dei nostri figli o studenti davanti al computer: sullo sfondo di una metallica colonna sonora garantita dalle cuffie di un lettore MP3, passano freneticamente dal videogioco on line, a Google, a Messenger, alla mail, alle chat… Sul monitor tutte queste finestre sono aperte contemporaneamente e le mani si muovono freneticamente dalla tastiera al mouse per reagire con consumata perizia al florilegio sincopato di stimoli visivi che rampollano inesausti da ogni dove. Solo di tanto in tanto tale gestualità inconsulta viene interrotta dalla persuasiva vibrazione del cellulare che prelude ad uno scambio ansante di criptici SMS. Parrebbe dunque che videodipendenti e cybernauti congiurino in eguale misura per plasmare una nuova generazione dalla cultura frammentata, approssimativa, fatta di microcubetti di sapere che s’accatastano senza ordito in repository mentali sempre più destrutturati.

Vero? Falso? Esagerato?

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Tornando alla attività didattica che stiamo facendo in 2i:

Un primo – sommario – quadro che esce dal lavoro di analisi ed autonalisi delle ragazze può essere così tratteggiato:

la classe è composta da 21 ragazze
tutte hanno il computer a casa
tutte (tranne 1) possono accedere ad internet anche da casa
tutte ritengono plausibile il rischio di autismo digitale
nessuna (tranne una, un po’) si riconosce nel ritratto SISOMO o nel ragazzo frammentato di cui sopra
tutte affermano di usare il computer solo quando serve, e di uscire da casa per vedere gli amici non appena possibile
chi usa messenger, lo fa solo per risparmiare sulla bolletta (o sulla scheda…)
nessuna baratterebbe le conoscenze on line con la possibilità di vedere lo sguardo del proprio interlocutore
tutte riconoscono che l’uso delle nuove tecnologie a scuola ha migliorato il loro metodo di studio (soprattutto dal punto di vista della motivazione e della facilità di recuperare conoscenze)

Un quadro di una normalità disarmante!

(a proposito: conosco bene tutte le ragazze: non barano, nemmeno inconsapevolmente: l’affresco corrisponde alla loro realtà!)

Vuoi vedere che i nostri ragazzi sono più normali di come li dipingiamo noi presunti esperti in qualcosa (comunicazione, TE, sociopsicopedaecc.)?

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Ecco 2 frammenti di risposte “tipo” delle secondine:

Personalmente penso di non assomigliare alla ragazza sisimo,penso infatti di essere meno “connessa”rispetto a lei. A me piace molto conoscere ed esplorare la realtà virtuale; nonostante questo non baso la mia giornata, la mia vita, sulla scoperta di nuovi mondi apparentemente differenti al nostro ma in realtà molto simili . Se una persona si concentra soltanto su una parte del mondo, secondo me, tralascia inevitabilmente un’altra parte altrettanto entusiasmante. Con la complicità di queste due parti della realtà, si può ottenere una visione completa della società. Inoltre è importante la condivisione tra antico ma non obsoleto e interattivo ma non isolante. E’ importantissima la condivisione tra l’una e l’altra dimensione che oggi purtroppo è dai ragazzi dimenticata. Questi si concentrano infatti su nuove esperienze di socializzazione che seppur importanti devono essere sostenute dalla cultura. Il processo inverso avviene invece nel mondo della scuola; che mantiene nella maggior parte dei casi il vecchio”stampo”frontale. Secondo me questo accade per i pochi stimoli che docenti e collaboratori hanno. Essendo loro delle guide per i giovani devono essere in grado di educare al nuovo mondo multimediale. (S.P.)

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Leggendo questo testo mi sono accorta di essere diversa da questa ragazza (SISOMO) perchè secondo me il mondo bisogna scoprirlo e conoscerlo viaggiando di persona su determinati luoghi. Stando davanti a uno schermo non puoi interagire pienamente in quanto chi sta dall’altra parte potrebbe non essere realmente colui che pensiamo che sia; l’uomo ha bisogno del confronto diretto con i suoi simili. Non mi piacerebbe essere una ragazza “sisimo” poichè preferisco agire stando “faccia a faccia” con gli altri. … A scuola sarebbe bello utilizzare le nuove tecnologie, così molti argomenti diventerebbero più piacevoli e si riscoprirebbe il piacere di imparare… inoltre vi sarebbe maggiore partecipazione da parte degli studenti. Si potrebbero fare confronti tra le informazioni ricavate dai libri e quelle ricavate fgrazie alle tecnologie… (E.C.)

Azioni

Informazione

7 risposte

2 03 2007
nero d'avola

Impressionanti le ragazze del prof.!
C’è da riflettere…
D’altronde un mistico dei nostri tempi ultimamente canta così:

…però, in una stanza vuota la luce si unisce allo spazio, sono una cosa sola…

riflettiamo
nero d’avola

2 03 2007
Anonymous

Essendo convinto che il Tempo sia l’unica cosa che non si muove, mi viene da dire che Le allieve stanno semplicemente facendo il loro dovere, ovvero, stanno “consumando” secondo un copione prestabilito…
Wolf

2 03 2007
Anonymous

Caro Prof.
Questa voglio passarla a lei che forma le future maestre.
Mio figlio di 5 elem. ieri mi ha raccontato tutto felice che a scuola fanno un nuovo gioco il TELEGIORNALE: ognuno prende nota di 2 o 3 notizie del TG, le appunta su un taccuino poi in classe fanno una simulazione (credo tipo Striscia), uno legge le notizie, una fa la musichetta, una balla, uno fa l’inviato, e altri si fanno intervistare. Sottolinea “con le notizie vere mamma”.
Rispondo: “che bello!! E con che maestra fate questa interessante attività” – “Con nessuna, mamma spostiamo i banchi a ricreazione e lo facciamo noi”.
Morale: i bambini troveranno sempre, da soli la via … giusta?
Stefy

3 03 2007
A.M. e N.

Carissima Stefy, i bambini troveranno comunque la loro strada. I bambini sono i protagonisti del loro sapere e quindi della loro crescita. NOn da soli, però. Troveranno le strade ed i sentieri assieme ai loro coetanei e agli adulti che frequentano. Gli adulti devono dare loro stimoli, suggerimenti e – fino ad una certa età – anche premi e/o punizioni. Sarebbe stato bello che l’idea del telegiornale fosse stata partorita ed in qualche modo pilotata dalla maestra. O che la maestra, osservando il nuovo “gioco” dei bambini, ne avesse approfittato per dare dignità didattica (e pedagogica) al loro impegno.
Ma questo, ancora una volta, sposta il problema: sono i ragazzi ad essere sempre meno “capaci”, o sono gli adulti (e i docenti in particolare) che non sanno più…

3 03 2007
Anonymous

…l’Arte della conservazione dell’ultima dose disponibile di Interesse per le Cose va inevitabilmente scemando con l’eta’…a meno che…

p.s.Bella questa cosa!: condividere il BLOG con le Maestre!!! Magari ci si puo’ finalmente mettere d’accordo sul concetto di Competenze acquisite… eh! eh!
Woooow!!!

Rapace

3 03 2007
Anonymous

E’ bello leggere di queste ragazze tanto consapevoli, mi chiedevo se avrebbero scritto le stesse cose in una classe di maschi della loro stessa età.
Spesso infatti i maschi adolescenti sono più chiusi, timidi e insicuri delle ragazze e non sarei certa che la vivano allo stesso modo.
E noi adulti? Quanti di noi trovano meno pericoloso nascondersi dietro un pc?
Sarà meglio, dunque, che cominciamo a studiare le nuove tecnologie per noi stessi?

Vermentino di Gallura

3 03 2007
Anonymous

Colleghi, attenti!! questo periodo i giornalisti hanno preso di mira le scuole ed i Professori!!
Attenzione perche’ potrebbero presentasi sotto mentite spoglie…solo per smascherare le nostre reiterate MALEFATTE!!!!
Mi ricordo con nostalgia quando accusavano un’altra categoria di professionisti di negligenza solo perche’alcune persone avevano preso l’abitudine d’infilarsi dentro la tromba degli ascensori…non ne sento piu’ parlare…avranno smesso d’infilarsi o non fa piu’ notizia? eh! Bei Tempi, bei Tempi!!!

Per Centauro> Ti sei reso conto d che razza di mostro seiiiii???!!!
Stasera sulla Bretella sei arrivato ai meno 150 metri ancora con la manetta spalancata! Lo so perche’ ero di fianco a TEEEE!!! ah! ah! ah!
Domani mattina al solito posto. Dovrebbe esserci anche Wolf.

Rapacissimo

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