Autismo digitale: Internet ruba l’anima!

30 03 2007

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Giusto per sottolineare ancora una volta che sono ben lontano dal considerarmi un integralista delle TIC, voglio spremere le mie residue risorse mentali della giornata (il post l’ho scritto ieri sera tardissimo, ma poi non ho avuto nemmeno la forza di pubblicarlo!), per partorire un minispot in favore del Sigmund Freud dell’era digitale: Sherry Turkle.

ST studia da decenni l’impatto che le nuove tecnologie hanno sulla psiche e su uno dei miei scaffali preferiti fa bella mostra di sé un suo vecchio testo (Sherry Turkle, La vita sullo schermo, Apogeo, Milano 1997) che mi sono bevuto allora con grande interesse e che molti docenti dovrebbero ogni tanto consultare (o leggere o rileggere).

ST è tornata di recente agli onori della stampa anche non specialistica (interviste varie, l’Espresso le dedica uno dei servizi centrali) perché sta per uscire negli USA un suo nuovo libro (“Evocative Objects”) che certamente porterà ulteriore linfa vitale al dibattito su “come gli oggetti che ci circondano stanno cambiando il nostro modo di pensare”.

La tesi di ST è che il Web e le tecnologie stanno cambiando la nostra mente, che noi siamo sempre più sedotti dagli oggetti, che stiamo perdendo la nostra identità.

Soprattutto i ragazzi, ai tempi di Internet, si abituano ad avere personalità multiple, perdono il senso della privacy, sono più abituati alle chiacchiere superficiali che al pensiero profondo…

In Internet ci si abitua a simulare e tutto ciò cambia il concetto stesso di autenticità delle persone.

I ragazzi confondono il reale con il virtuale e talvolta (spesso?) quando la realtà li delude (perché banale, noiosa, reale, appunto!) tendono a invocare il virtuale perché in fin dei conti il virtuale appare come un reale più convincente!

Nei suoi ultimi interventi ST insiste soprattutto sul concetto di personalità multiple. “Molte persone, specie quando comunicano in siti come My Space, Facebook o SecondLife, pensano di essere veramente se stesse. In realtà molti disegnano profili diversi di sé sui diversi siti, si comportano in modi differenti, hanno personalità multiple”.

Eccetera, eccetera.

Naturalmente ST ha ragione a metterci in guardia su queste trasformazioni mentali, ed anche sui pericoli insiti in questi momenti di rapide trasformazioni. Le nuove tecnologie interagiscono con le nostre mani, con la nostra mente, con la nostra pelle, con le nostre pulsioni. Ed è ovvio che lascino segni profondi e persino qualche cicatrice.

Ma…

Ma calma e gesso: osserviamo, meditiamo e agiamo sui (con) i nostri ragazzi con misura e buon senso.

Il virtuale non è un’invenzione dell’informatica e di internet: quasi tutta la cultura scolastica degli ultimi decenni si basa sulla rappresentazione VIRTUALE della realtà (i libri!).

Immergersi in un romanzo intrigante non è meno virtuale di immergersi in un gdr.

E in quanto a personalità multiple, già Pirandello ci ha detto qualcosina (ma anche Freud, Kafka, Svevo…).

Anche noi (io, almeno!) quando siamo in Consiglio di Istituto, abbiamo una personalità diversa rispetto a quando siamo in sala insegnanti, in corridoio, davanti alla macchina del caffè, in classe con i ragazzi di prima, in classe con i ragazzi di quinta, in aula con i “ragazzi” della SSiS, in casa con i figli, in camera da letto…
Qualcuno (non io, in questo caso!) ha una personalità diversa con la moglie e con l’amica…

Eccetera, eccetera, eccetera…

Più interessante, dal mio punto di vista, il problema legato alla superficialità delle conoscenze… Internet spinge in effetti a nuotare in superficie, a fare scorpacciate di informazioni…

Ecco: superficialità, frammentismo e bulimia cognitiva mi paiono nemici veri dei percorsi di apprendimento. (come del resto l’anoressia cognitiva!)

Si tratta allora di educare i nostri ragazzi ad una dieta equilibrata e sistematica.

Oltre che nostromo, l’insegnante deve dunque trasformarsi un un dietologo della conoscenza.

(facile a dirsi, ma…)





Fotoritocco & dintorni

25 03 2007

Un post dedicato – i ssissini non me ne vogliano – ai miei corsisti delle DD di Mo – alle prese con grafica ed ipermedia. Giusto per mettere in fila alcuni consigli di (scontata?) utilità sul mondo delle immagini.

Una golosa scorpacciata di immagini in uno dei siti più intriganti del web2: Flickr. Nuoterete fra milioni di foto, spesso di ottima qualità. Occhio al copyright, anche perché nel sito trovate quintalate di immagini creative commons [This photo is public].

Un’altra ghiottoneria – per di più gratuita – ce la offre Google con Picasa. Un programma (forse) imbattibile nell’individuare e organizzare tutte le immagini presenti sul tuo computer. Il programma permette pure di modificare e aggiungere effetti alle immagini con pochi clic. Consente di creare slideshow, filmati, collage, salvaschermi, album in html, eccetera, eccetera. Rapido, potente, efficace, simpatico.

Se invece avete bisogno di modificare al volo una immagine senza scaricare un programma, fai un salto in http://www.picnik.com/. Il sito permette di caricare immagini dal tuo computer, effettuare ritocchi di base, aggiungere eventuali effetti speciali, salvare l’immagine modificata nel tuo computer. Interfaccia amichevole e grande facilità d’uso (anche se le info sono in inglese).


Anche Microsoft ci regala (strano?) un programma carino che sa fare tante cosine Paint.NET.
Paint.NET. è un software per il ritocco fotografico e l’editing di immagini di qualunque genere che fa uso dei livelli, di “undo” illimitati (si possono annullare tutte le operazioni compiute su un’immagine), effetti speciali oltre ad una vasta gamma di potenti strumenti.Il prodotto è nato alla “Washington State University”, sotto la guida di Microsoft ed è interamente basato sulla tecnologia .NET (sviluppato in C#). Oltre ad essere free, il software è anche “open source”: tutti gli interessati possono quindi liberamente esaminare le suo 95.000 linee di codice. Concepito inizialmente come sostituto per il vetusto Microsoft Paint, incluso insieme con Windows, Paint.NET è enormemente cresciuto diventando uno strumento estremamente efficace e pratico da utilizzare. Paint.NET è compatibile con Windows XP (almeno con SP1), Windows 2000 (almeno SP3), Windows Server 2003 e Windows Vista.


Se avete poi bisogno di un programma facile e potente per trasformare le vostre raccolte di immagini in un filmato con musica, titoli, effetti speciali, dissolvenze eccetera, possiamo sempre ricorrere ad una altro regalo di casa Microsoft: Microsoft Windows Movie Maker 2.1. Facile, efficace, spettacolare. Farei un figurone con colleghi e studenti con pochi click. Purtroppo il programma funziona solo con Windows XP (Service Pack 2).


Ma Guglielmo Cancelli (Bill Gates) fa ancora di più: da un po’ di tempo, dal sito Microsoft, si può scaricare un programmino divertente: Photo Story 3 per Windows.
“Microsoft® Photo Story 3 per Windows® consente di creare straordinarie sequenze video personalizzate con le fotografie preferite da mostrare ad amici e colleghi. È possibile, ad esempio, creare sequenze video con le fotografie di una vacanza, anche aggiungendovi commenti audio oppure con immagini e suoni dei primi giorni di vita di un neonato.
Con pochi semplici passaggi è possibile importare e modificare immagini, inserire titoli, registrare commenti, aggiungere musica di sottofondo e salvare le sequenze con le impostazioni di qualità (profilo) ottimali in funzione del sistema di riproduzione che verrà utilizzato. A seconda del profilo utilizzato per salvare la sequenza, quest’ultima potrà essere visualizzata con qualsiasi programma in grado di riprodurre file video Windows Media® (WMV), ad esempio Windows Media Player versione 7 o successiva.”

In rete, poi, si trovano altri ottimi programmi gratuiti per il fotoritocco e la manipolazione immagini.

A parte il famoso The Gimp (professionale, potentissimo, ma… con un’interfaccia non sempre lineare ed intuibile), uno dei programmi più sorprendenti per efficacia e ricchezza di strumenti è PhotoFiltre: gira su Windows XP, è ricco di strumenti (anche se non gestisce i livelli!), ha un’interfaccia classica (che ricorda quella di Photoshop) e può essere arricchito da molti plug-in disponibili in rete. Se ne possono testare altri (PhotoPlus 6; Photobie; StudioLine, eccetera… ma… poi il troppo stroppia).

Se invece vi va di spendere qualche dollaro (attorno ai 100 €) – ma non volete avvicinarvi al mostro sacro – anche nel prezzo – PhotoshopCS – potete tranquillamente orientarvi su Adobe Photoshop Elements 5.0 un programma potente (quasi) come il fratellone maggiore, ma ricchissimo di automatismi e gadget: puoi correggere istantaneamente i difetti o regolate il colore e la luce; puoi creare con pochi click album, slideshow, gallerie di immagini web, mappe online dinamiche create con la tecnologia Flash®.; eccetera, eccetera.

Buona vita e… buona lavoro.





Ning VS MySpace?

21 03 2007

Giornata skizzata: 5 ore di lezione, un pomeriggio di aggiornamento a Fossoli (campo di concentramento) e fra qualche minuto mi aspetta una riunione che finirà abbondantemente dopo la mezzanotte.

Solo un rapido passaggio, allora, per un consiglio: leggete sull’ultimo numero dell’Espresso il servizio sui social network: Myaspace il futuro si chiama Ning.

Pillole:
“MySpace? Roba vecchia. Ora c’è Ning… Ning permette a tutti di fare un salto: da semplici utenti a creatori di comunità on line… Ning permette ai singoli utenti di decidere la direzione e il tono del social network, invece di seguire quanto fissato dall’alto come succede su MySpace…
Ning mette assieme due nuove tendenze di internet. Da una parte il bisogno di maggiore libertà nell’uso degli strumenti. Dall’altra la voglia di ritrovarsi in comunità più piccole…
MySpace è diventato troppo grande, una metropoli dove il rapporto fra gli abitanti rischiano di diradarsi…”

Io ho fatto appena in tempo a creare uno spazio in Ning e a testarne alcune potenzialità. Pare bello, facile, ricco di prospettive…

Provate a darci un’occhiata… Poi ne riparleremo.





Domani: primo giorno di primavera

20 03 2007

Ve lo avevo detto che sarebbe tornato il freddo!

- per questa sera vi dovrete accontentare di questo pensierino visuale: vengo da 3 consigli di classe, una cena frettolosa e due ore per scrivere un verbale complicato (classe con 1 certificato, 3 segnalati, 8 bocciati, tot disperati…) – buona primavera (che se il buongiorno si vede dal mattino…) –

per





Alice’s School: verifiche e cellulari

19 03 2007

Classe II Liceo, terza ora. Il prof. di Storia sta spiegando la caduta dell’impero romano. Alto, allampanato, un po’ svagato. Parla con tono cantilenante seguendo il libro, accontentandosi della presunta attenzione delle ragazzine in prima fila. Accanto alla cattedra tre studenti stanno recuperando la verifica scritta saltata il giorno prima. Due hanno look metallaro e capelli lunghi tirati sul volto.
In classe c’è il solito brusio di sottofondo.
Nell’ultimo banco – angolo sinistro – Guido, dietro la schiena di Alex, parla sottovoce al cellulare: detta il compito ai due metallari che, con l’auricolare celato dai capelli, svolgono tranquillamente la verifica. Prenderanno 8 e 7,5.

Che cosa non va in questa scena?
Chi sono i colpevoli?

L’ambiente?
Il docente?
I ragazzi?

Secondo ministri e buona parte dei benpensanti non ci sarebbero dubbi: il colpevole è il cellulare!

Sacrosanta, dunque, la crociata contro i cellulari!

(questa campagna contro l’infezione da cellulare mi ricorda un po’ quella nobildonna che copre lo sporco sotto il tappeto. Per un po’ la casa pare più ordinata. Ma alla lunga… ci si ammorba di puzza)





Buona domenica

18 03 2007

Occhio che da domani… ritorna il freddo!




Ministro, cellulari ed… esami!!!

15 03 2007

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Ma anche se mi sono riconciliato con il mio mestiere sul lato interfaccia-utenti (studenti), mi sono rimasti parecchi rospi imbrigliati nel gargarozzo sul lato interfaccia capi (burocrazia).

Il ministro, ad esempio, ha ribadito oggi – dopo la provocazione dell’altra sera di Giuliano Ferrara e dei signorini dal doppio cognome – la guerra personale ai telefonini a scuola!!! Giusto? Sbagliato? Inutile? Ridondante?

Questa storia dei telefonini mi inquieta (i cell. sono di fatto l’unico residuo presidio delle nuove tecnologie nelle aule), mi intriga (come faranno ora certi alunni di certe classi di Alice’s School a copiare e a farsi dettare le interrogazioni?), mi offende (un insegnante autorevole ha bisogno di una ulteriore “norma” per farsi rispettare e, alla bisogna, far eclissare la minaccia telefonica?), mi deprime professionalmente (se proibiamo l’ingresso a scuola dei telefonini per evitare che i ragazzi messaggino, a maggior ragione non dovremo far entrare in aula i portatili wireless per evitare che i ragazzi chattino…), mi fa…

Ma torneremo sul problema nei prossimi giorni… NON domani: domani son a Bolzano, ad un convegno sulle tecnologie educative.

Ciao e…

Buona vita!





Notti prima dell’esame?

14 03 2007

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Mi spiace per i miei 2,5 lettori che si aspettano argomentazioni ottimistiche, input attivistici, aperture culturali, rassicurazioni professionali, pacche sulle spalle…

…ma ci sono momenti in cui la ragione soccombe al sentimento. Ed in questo caso è un sentimento che nemmeno due fette di polenta abbrustolita ed un discreto Morellino di Scansano (Fattorie le Pupille) sono riusciti ad edulcorare.

È il senso di vuoto e di sconforto che ti prende dopo ore ed ore di collegio a discutere su come mettere pezze da pezzenti su abito ormai liso; è il senso di rabbia e di impotenza dopo una puntata di ottemmezzo dedicata al tuo lavoro; è…

…domani, dopo cento vasche ed un caffè, ritroverò i ragazzi… ed urlerò, e riderò, e mi tornerà la voglia di pontificare…

Per ora lasciatemi sfogare!

E voi, come vi sentite le notti prima dell’esame?





Un’altra vita?

12 03 2007

In questi giorni è tornato di moda il dibattito sul curioso ossimoro della realtà virtuale, grazie soprattutto al successo eclatante di SeconLife.

Non c’è rivista più o meno trendy che non ne abbia parlato; l’ultimo numero dell’Espresso ci dedica il servizio centrale; radio 24 ci dedica un’intera puntata della seguitissima trasmissione mattutina “Viva Voce”; persino la nostra riunione pomeridiana al Sigonio è stata in buona parte monopolizzata da una discussione sulle possibili implicazioni sociopsicopedagogiche delle esistenze parallele.

Facile profezia (!?): oggi non c’è azienda, organizzazione o istituzione che non abbia il suo sito web. Fra 10 anni non ci sarà azienda, organizzazione o istituzione che non avrà la sua sede nei mondi virtuali.

Avrò modo – e tempo, spero – nei prossimi giorni di provare a scrivere le mie intricate elucubrazioni sull’intrigante dicotomia virtuale/reale.

Intanto mi limito a poche coordinate per delineare il relativamente nuovo fenomeno. Cominciamo dalla definizione di SeconLife tratta da Wikipedia:

“Second Life è una comunità virtuale tridimensionale on-line creata nel 2003 dalla società americana Linden Lab. Il gioco fornisce ai suoi utenti (definiti “residenti”) gli strumenti per aggiungere al “mondo virtuale” di Second Life nuovi contenuti grafici: oggetti, fondali, fisionomie dei personaggi, contenuti audiovisivi, ecc. La peculiarità del mondo di Second Life è quella di lasciare agli utenti la libertà di usufruire dei diritti d’autore sugli oggetti che essi creano, che possono essere venduti e scambiati tra i “residenti” utilizzando una moneta virtuale (il Linden Dollar) che può essere convertito in veri dollari americani.

Attualmente partecipano alla creazione del mondo di Second Life oltre 4.300.000 utenti di tutto il mondo (dato 5 marzo 2007), e ciò che distingue il gioco dai normali giochi 3-d on-line è che ogni personaggio che partecipa alla “seconda vita” corrisponde ad un reale giocatore. Gli incontri tra personaggi all’interno del gioco si configurano dunque come reali scambi tra esseri umani attraverso la mediazione “figurata” degli avatar.

L’iscrizione al gioco è gratuita, anche se è obbligatorio essere maggiorenni. Per costruire e vendere oggetti all’interno del gioco, inoltre, occorre comprare aree di terreno nel mondo virtuale di Second Life.

Molti personaggi che partecipano al gioco sono programmatori in 3-d che hanno guadagnato ingenti somme di (vero) denaro vendendo gli script dei propri oggetti creati per essere utilizzati dentro il gioco. Second Life viene comunemente utilizzato dai suoi utenti per proporre agli altri partecipanti conferenze, file musicali e video, opere d’arte, messaggi politici, ecc.; si è inoltre assistito alla creazione di numerose sottoculture all’interno del gioco, che è stato studiato in numerose università come modello virtuale di interazione umana: le possibilità grafiche e di interazione tra partecipanti offerte dal gioco sono infatti potenzialmente infinite.”

Un buon punto di partenza per cominciare a riflettere su SecondLife è il video del seminario che si è tenuto 16 gennaio scorso presso il Campus di Crema dell’Università di Milano. Vale la pena di seguirlo, soprattutto per chi, come me, non si è ancora formato un’opinione stabile su SF.





FOCUS 17: esami, esami esami!!!

10 03 2007

ATTENZIONE, ATTENZIONE, ATTENZIONE.

Post personalizzato per i corsisti SSIS di Modena: ricevo dalla direzione del corso abilitante e diffondo le seguenti indicazioni:

Vi ricordo che sabato 17 marzo si svolgerà la prova d’esame dei corsi dell’area comune.
Il tempo a disposizione è di 90 minuti.
I corsisti saranno divisi in ordine alfabetico in gruppi di circa 40-45 persone mescolando quindi A033 e AD6.
La prova è strutturata su 60 domande a risposta multipla così suddivise: 24 didattica, 24 pedagogia, 12 psicologia.
Ogni risposta esatta vale 0.5 punti.
La sufficienza – ovvero 18/30 – si raggiunge con 36 risposte esatte su 60.
La soglia minima di risposte esatte per la validità del compito è 7 (didattica), 7 (pedagogia), 4 (psicologia) = 18.
Quindi le altre 18 risposte esatte possono essere anche concentrate sudue materie. (es. 7 -7 -4 + 17 esatte aggiuntive di didattica , +1 aggiuntivadi pedagogia).
Se una delle tre prove o due delle tre prove sono sbagliate, i corsisti possono ripetere, a giugno, solamente la/le prova/e errata/e.
I corsisti possono anche ripetere tutte e tre le prove, ma si terranno il voto ultimo anche se è più basso.

Con preghiera di diffusione ai NON blogger.

In bocca al lupo!